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Le wall box

Immagine descrittiva Le wall box di wall-box
Che cosa sono le wall-box

Cosa
sono?

Le wall box sono particolari infrastrutture di ricarica pensante essenzialmente per l’uso domestico. Quindi destinate ad abitazioni private, condomini, oppure semplicemente posti auto. Una (quasi) necessità se avete deciso di acquistare una vettura elettrica o ibrida plug-in, perché la cosiddetta “ricarica casalinga” assicura il massimo della funzionalità per questo tipo di veicoli.

esempio di wall box di ricarica

Scelta varia
I modelli in questo segmento sono molti e si differenziano essenzialmente per i livelli di potenza disponibili. In linea di massima l’infrastruttura viene vincolata al muro e preleva l’energia necessaria direttamente da quella destinata alla propria abitazione. Ma non è assolutamente una regola fissa, perché può essere predisposta una rete ad hoc. L’ideale poi sarebbe potersi rifornire da fonti rinnovabili. Magari realizzando un sistema fotovoltaico per l’approvvigionamento dell’energia.

Potenze limitate
A prescindere dai potenziali virtuosismi a cui si prestano, le wall box sono più compatte rispetto ad una colonnina tradizionale e, solitamente, sono destinate alla ricarica di un solo veicolo elettrificato ed hanno il cavo integrato. I modelli commercializzati hanno potenze nell’ordine dei 3, 6 e 7 kW (monofase) oppure 11 e 22 kW (trifase). Si tratta comunque di sistemi a corrente alternata (AC).

Pensare all’auto… e al contratto d’energia
La scelta dovrebbe essere condizionata dal tipo di vettura che si intende acquistare, in modo da scegliere la wall box più appropriata, facendo attenzione pure al contratto di fornitura in essere. Non sempre chi eroga il servizio è in grado di garantire certe potenze. Per questo le wall box da 11 o 22 kW sono spesso le meno appetibili dal punto di vista commerciale (sia per i prezzi, che per le esigenze energetiche). Mentre nella maggioranza dei casi le più vendute sono quelle da 3, 6 e 7 kW. Ciò non toglie che pure l’edizione più potente possa “lavorare” ad una potenza più bassa.
L’intervallo di prezzi prezzi spazia da circa 400 euro sino a 12.000 euro. Nella fascia di maggiore interesse per l’utenza domestica (3-7 kW) si può arrivare ad un massimo di 1.500 euro.

Icone come installo le wall-box

Come le
installo

Partiamo dal presupposto che non è necessaria alcuna autorizzazione per l’installazione di infrastrutture di ricarica ad uso domestico. Dal 2018 è altresì obbligatorio prevedere questo tipo di impianti all’interno di edifici residenziali di nuova costruzione con più di 10 unità abitative.

Casa o condominio?
Ma se chi vive in un’abitazione indipendentemente non ha alcun problema a dotarsi di una wall box, diverso potrebbe essere il discorso per chi abita in un condominio. Se si dispone di un box privato e si allaccia l’infrastruttura alla propria rete, non sono necessarie richieste all’amministratore. Ma se ciò non fosse possibile e neppure la soluzione di attivare un contratto indipendente dalla propria fornitura domestica, allora diventa fondamentale allacciarsi alla rete condominiale e pertanto richiedere l’autorizzazione ai propri condomini. In caso di via libera si dovrà dotare l’impianto di contatore di scatti per addebitarsi correttamente i consumi.

Non ho il garage, cosa faccio?
Il problema maggiore sorge quando non si ha un posto auto e sorge la necessità di far installare una colonnina (o wall box). Perché l’infrastruttura dovrebbe essere collocata all’interno delle aree comuni e per questo l’approvazione da parte dei condomini è la prassi. È necessario il consenso dell’assemblea condominiale con votazione a maggioranza semplice (legge 134 del 2012). L’approvazione include la divisione delle spese e il diritto di utilizzo da parte di tutti i condomini. Se non si raggiunge la maggioranza, chi ha fatto richiesta potrà comunque procedere ma dovrà sostenere in toto le spese di installazione e manutenzione del dispositivo.

Icona quanto mi costano le wall-box

Ma quanto
mi costa?

A differenza delle auto, l’universo delle wall box non è regolato da incentivi, piuttosto da soluzioni del tipo a credito di imposta. Oggi è possibile detrarre il 50% delle spese sostenute per gli interventi derivati dall’installazione di una wall box (costo dell’infrastruttura compreso). Somma che verrà poi recuperata nell’arco di 10 anni.
C’è però un’altra via, sempre secondo il “formato” del credito d’imposta, che rientra invece nel più recente Decreto Rilancio ed è valida sino al 31 dicembre 2021. La detrazione è pari al 110%, ed è recuperabile in 5 anni, ma è vincolata alla ristrutturazione dell’edificio in cui viene installata la wall.

Tendenzialmente quasi tutti costruttori hanno in serbo delle offerte dedicate proprio a questo tipo di infrastrutture congiuntamente all’acquisto di un’auto. Offerte che derivano in realtà da accordi con i principali provider di energia. Che, oltre ad occuparsi dell’installazione e a fornire la consulenza adeguata, sono competenti anche in materia legale, fornendo tutti i chiarimenti necessari soprattuto per coloro i quali abitano in condominio.


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