Loading...

PLUG-IN HYBRID

L'IBRIDO DIVENTA ALLA SPINA

Infografica PLUG-IN HYBRID Infografica PLUG-IN HYBRID
A chi è adatto

A chi è
adatto?

È giunto il momento di tastare con mano il potenziale di un’auto elettrica, ma le remore di essere vincolati alle stazioni di ricarica sono ancora molte. In questo caso la virtù sta nel mezzo, perfettamente rappresentata dalle automobili ibride plug-in, note anche come ibride alla spina. Volendo essere più precisi, l’acronimo che le distingue è PHEV. Tre denominazioni che non cambiano i contenuti.

Un’ibrida decisamente autonoma
Tecnicamente riprendono in toto lo schema disponibile sulle auto full hybrid, dove il motore a combustione è coadiuvato da una o più unità elettriche. Un apporto pure in termini di trazione, nel senso che a far girare le ruote non è solo il propulsore termico, ma può essere pure quello elettrico.
A dare origine alla differenza tra le due tecnologie in questione è il pacco batteria. La capacità di tale elemento sui modelli plug-in è tale da assicurare autonomie nell’ordine delle diverse decine di chilometri, superiori pure ai 50 (dipende ovviamente dal modello in questione). Vien da sé che chi percorre queste distanze nel quotidiano potrebbe viaggiare solo nel modo elettrico, elidendo quasi del tutto consumi ed emissioni. Anche perché la media statistica riporta che l’automobilista italiano percorre giornalmente circa 30 km.

Icone sezione com'è fatta una tecnologia mild hybrid

Come è
fatto?

Per quanto le automobili plug-in hybrid siano molti simili alle full hybrid (posizionamento del motore elettrico, tipi di cambio) c’è un elemento (oltre al fatto di essere equipaggiate con batterie più capaci) che fa la differenza. La ricarica non avviene solo mediante la motorizzazione a combustione o la frenata rigenerativa, non sufficienti a soddisfare le richieste di un pacco batterie così grande, ma pure grazie a fonti esterne, ovvero le colonnine e le wall-box (valgono pure eventualmente le prese domestiche).

Ci sono tanti fattori
I tempi e modi dipendono dal tipo di batterie e solo in rarissimi casi sono predisposte alla ricarica presso stazioni di ricarica veloce (fast charging a corrente continua). Anche se di fatto l’energia assorbita rimane comunque piuttosto bassa rispetto alla potenza della colonnina.
Non sono auto elettriche con un motore termico, bensì il contrario. E sulle lunghe distanze non sarebbe plausibile affidarsi alle stazioni di ricarica, piuttosto ai distributori tradizionali di carburante. È però nel quotidiano che possono fare la differenza, grazie ai loro pacchi batteria dalle capacità elevate, anche nell’ordine dei 30 kWh. Fondamentale poterle caricare ogni giorno, altrimenti il sistema “crolla” e da efficiente diventa inefficiente.

Anche a gasolio
A differenza delle full hybrid, alimentate esclusivamente a benzina, ci sono casi e case, che hanno associato questo tipo di tecnologia pure alle motorizzazioni a gasolio. Soprattutto quando si tratta di vetture relativamente grandi, la cui massa in gioco diventa davvero rilevante. Tendenzialmente l’apporto in termini di chili del complesso plug-in hybrid si aggira intorno ai 300 kg. Ecco perché se non si viaggia con la batteria carica il rischio è quello di avere un’automobile zavorrata e nulla di più. E per quanto in questo frangente il motore elettrico sia di supporto a quello termico (situazione similare alle full hybrid) non basta a contenere i consumi, tanto che le analoghe versioni a benzina o a gasolio potrebbero fare meglio in termini di chilometri al litro.

Come funziona una plug-in hybrid

Prima sezione di approfondimento  Plug-in hybrid I KILOWATTORA

I KILOWATTORA

Quando si ha a che fare con le auto di questa categoria (e anche le elettriche) diventa necessario masticare una certa termologia tecnica. Non è fondamentale conoscere l’esatta definizione scientifica di kilowattora per carpirne il valore pratico. Infatti ci si riferisce alla capacità di una batteria. Più grande sarà, maggiore sarà l’autonomia di cui l’auto in oggetto potrà disporre. Tale specifica è direttamente correlata alla dimensione della batteria. Ovviamente sulle auto plug-in hybrid esistono dei limiti strutturali legati alla presenza di tutto l’apparato endotermico.

Icona ingranaggio come funziona mild hybrid

Come
funziona?

Rispetto ad una vettura full hybrid, le differenze presentate da un’auto di tipo plug-in hybrid sono minime. La prima è quella di poter disporre di una modalità di guida che permette di passare al solo modo elettrico. Ci sono poi modi che, in stretta collaborazione con il sistema di navigazione di bordo, possono adoperarsi invece per preservare (o ricaricare) il pacco batterie, in modo tale da poter attivare la guida 100% elettrica una volta giunti in città o in zone a traffico limitato.
La seconda riguarda appunto la possibilità di ricaricarsi presso fonti esterne. Pertanto le ibride alla spina avranno, oltre all’imboccatura per la pompa di carburante, anche quella per la stazione di ricarica (o wall-box). Per il resto si guidano come qualunque autovettura tradizionale, nello specifico dotata di cambio automatico. Le peculiarità sono le stesse dei veicoli HEV.

Seconda sezione di approfondimento mild hybrid DUE O QUATTRO<br> RUOTE MOTRICI?

DUE O QUATTRO
RUOTE MOTRICI?

In ambito plug-in hybrid è abbastanza frequente l’offerta a quattro ruote motrici. In linea di massima, ma ovviamente ci sono le eccezioni, un motore elettrico è collocato sull’asse posteriore, così da poter fornire la trazione al medesimo asse. È l’elettronica a stabilire in che modo adoperare le quattro ruote motrici, in funzione anche della particolare condizione di marcia.

Icona denaro quanto costa tecnologia mild hybrid

Quanto mi
costa?

Puntare ad un’auto PHEV ha certamente dei vantaggi in termini di costi di gestione. A patto però che si possa contare facilmente su una fonte di ricarica esterna (che si tratti di colonnine o wall-box poco cambia). Solo ricaricandola tutti i giorni ci si potrà muovere quotidianamente nel solo modo elettrico (a meno di non affrontare un lungo viaggio).

Certo anche la ricarica ha un costo, ma non è equiparabile a quello di un pieno di benzina o di gasolio. Mediamente, utilizzando la propria corrente di casa, si spendono 0,20 euro per kWh. Mentre utilizzando le colonnine pubbliche i costi possono anche raddoppiare, ma si può decidere di attivare un abbonamento ed avere accesso ad una tariffa flat. Le possibilità in questo campo sono tra le più svariate.

Entriamo nel dettaglio
A conti fatti il “pieno elettrico” di una batteria da 13 kWh avrebbe un costo di 2,6 euro. Che processati per una settimana fanno 13 euro. Quanto basta per percorre all’incirca 250 km. Con una vettura a gasolio la stessa distanza verrebbe percorsa con circa 18 euro, ipotizzando un consumo medio di 6 litri per 100 km, calcolando il prezzo del gasolio a quota 1,2 euro al litro.

Icona batteria come si ricarica mild hybrid

Come si
ricarica?

Al di là di poter fare rifornimento come su una qualsiasi vettura equipaggiata di motore a combustione interna, è la presenza della presa di corrente a classificare i modelli ibridi plug-in. Vetture che hanno accesso alle stazioni di ricarica.
In linea di massima, salvo rare eccezioni, si tratta di colonnine a corrente alternata (la stessa presente nelle nostre abitazioni), pertanto dalla potenza relativamente bassa. Nella migliore delle ipotesi possono arrivare sino a 22 kW. Ma questo non significa che la potenza assorbita sarà la stessa. In questo caso gli standard dei costruttori sono molto variabili.

Facciamo due conti
Se prendiamo nuovamente come esempio il pacco batterie da 13 kWh di cui sopra, da una presa da 2,9 kW saranno necessarie cinque ore di tempo per una ricarica completa (dallo 0 al 100%). Per pacchi più piccoli sono sufficienti anche meno di 2 ore. C’è da dire che per preservare al meglio la batteria è preferibile lasciare un minimo di carica residua e non arrivare necessariamente al 100%. Lo stesso che dovremmo fare con i nostri dispositivi portatili.
Ogni costruttore che realizza automobili plug-in hybrid ha sviluppato delle app per smartphone, così da poter avere sempre sotto controllo lo stato di carica della vettura, anche da remoto.

Vantaggi plug-in-hybrid

Vantaggi

Se usate nel modo corretto, sfruttando appieno il potenziale dell’autonomia in elettrico, i costi d’esercizio sono bassissimi. E i dati forniti dalle case, che a volte assicurano consumi nell’intorno dei 2 litri per 100 km, potrebbero essere veritieri.
Godono di tutti i vantaggi fiscali destinati alle auto ibride e, in alcune città, hanno accesso pure alle ZTL (come a Milano in Area C).

Svantaggi plug-in-hybrid

Svantaggi

Quando la batteria è scarica i consumi sono considerevolmente elevati, in virtù del fatto che la zavorra derivata dall’apparato elettrico sia decisamente importante.
Inoltre la configurazione del sistema PHEV potrebbe limitare parte dello spazio destinato al bagagliaio, perché solitamente nella zona sottostante si trova il pacco batterie.
Se non si ha la possibilità di usufruire di una wall-box o di una stazione di ricarica nei pressi del proprio lavoro (o domicilio) la spesa maggiore per un ibrida alla spina non vale la candela. Perché per quanto siano auto equipaggiate anche di motore a combustione, vanno usate il più possibile nel modo elettrico.

Scegli la tua
auto Plug-in hybrid

Le auto


loghi sponsor evento
loghi sponsor evento

Con il patrocinio di

Roma Capitale
Ministero della salute